Una buona grafia viene da lontano

Una buona grafia viene da lontano – Un percorso in continuità fra Scuola dell’Infanzia e Scuola Primaria
 

Se è vero che la scuola dell’infanzia per consuetudine impegna i bambini nell’attività del pregrafismo, è altrettanto vero che, nella generalità dei casi, questo apprendimento viene sviluppato  in un arco temporale ristretto, che più o meno coincide con l’ultimo anno del triennio di questa scuola. Spesso su questo percorso si inserisce poi la Scuola Primaria, per rinforzare l’apprendimento degli allievi, parallelamente all’insegnamento della scrittura, nelle prime settimane della classe prima.

Come il titolo mette in evidenza, con questo corso sosteniamo  invece la tesi  che, per conquistare una buona grafia, i bambini hanno necessità di un apprendimento che si svolge su un tempo disteso, anche come prevenzione di eventuali difficoltà di apprendimento della grafia. Ma questo non basta: l’esito della buona grafia necessita che il bambino possa svolgere attività che non si riducano al movimento della mano sul foglio, per tracciare lettere, numeri, parole, ma investano sulla globalità del suo corpo e, oltre la dimensione corporea-motoria, sulla dimensione cognitiva, sull’immaginativa, sull’estetica, …

Per questo, dopo una condivisione delle ragioni psicopedagogiche sottese a questa proposta di formazione, il corso propone ai docenti un’ampia gamma di attività didattiche, rispondenti ai criteri prima richiamati, che possono snodarsi dall’ingresso del bambino alla Scuola dell’Infanzia al primo anno della Scuola Primaria.

Il corso vede, in una punteggiatura essenziale, riferimenti alle riflessioni di Maria Montessori sulla conquista della buona grafia, sull’esecuzione del gesto grafico corretto, utili per cogliere i vari aspetti insiti in questo apprendimento, e, parallelamente, occasione per connettere gli esiti del pensiero di questa pedagogista agli sviluppi che la ricerca psicopedagogica ha avuto nei decenni successivi all’attività della Montessori stessa. 

Il corso si articola in due moduli:

  •  il primo si pone l'obiettivo di condividere con i docenti le ragioni psicopedagogiche di questa possibilità di apprendimento da parte dei bambini, nonché il quadro normativo di riferimento, in relazione sia alla Scuola dell’Infanzia che alla Scuola Primaria. 
  • nel secondo modulo, si presentano quelli che consideriamo i compiti dell’insegnante relativamente all’apprendimento della buona grafia: osservare come il bambino agisce in questo compito, per coglierne le potenzialità e gli eventuali problemi, e per progettare, di conseguenza, attività adatte ai bisogni di ciascuno degli allievi.

Le attività proposte spaziano dalla considerazione di una pluralità di azioni che i bambini compiono con le mani, in una varietà di contesti, propri dell’esperienza scolastica come di quella extrascolastica, per valorizzarli ai fini dell’apprendimento della buona grafia, anche nella collaborazione con la famiglia, che può fare molto anche in questo ambito.

Fra i criteri che hanno orientato la scelta delle attività proposte, si sottolineano in particolare:

- la considerazione di tutte le opportunità, utili al fine considerato, che si possono cogliere nella varietà delle esperienze, di carattere motorio, espressivo, musicale, …. nelle routine quotidiane, … così che il bambino possa valorizzare l’unitarietà della propria esperienza e che, parallelamente, anche sul piano dell’investimento della risorsa tempo, l’azione didattica risulti efficace;

- la valorizzazione delle varie dimensioni personali: imparare una buona grafia è, contemporaneamente, scenario per immaginare, inventare, collaborare con i compagni, svolgere azioni in autonomia.