Dai pasticciamenti al pensiero. Corso.

Di Francesco Betti


Giocare, agire con tutto il corpo, condividere con i compagni e gli adulti le proprie idee, per consolidarle e  modificarle attraverso il confronto e il conflitto cognitivo, delineano la figura di un bambino come piccolo scienziato.

“La lettura del bambino che agisce, delle logiche che egli segue nel cercare di risolvere i problemi che incontra,  delle spiegazioni che tenta di supportare con le sue conoscenze, delle possibilità che ipotizza come diversificazione dello sviluppo di fenomeni, … fornisce agli insegnanti informazioni preziose per realizzare interventi educativi su misura delle sue effettive capacità, consentendo loro di  collocare l’azione di insegnamento in quella “zona di sviluppo prossimale”  (Vygotskij L. S.) che rappresenta, per i bambini, effettiva possibilità di compiere vere ricerche per  costruire il sapere e, quindi, consolidare fiducia nelle personali risorse.

Queste attenzioni sono sottolineate dalle Indicazioni Nazionali anche nella premessa al campo di esperienza “La conoscenza del mondo”: “Si avviano così le prime attività di ricerca che danno talvolta risultati imprevedibili, ma che costruiscono nel bambino la necessaria fiducia nelle proprie capacità di capire e di trovare spiegazioni”.

 
La riflessione sull’agito dei bambini favorisce nell’insegnante l’impiego consapevole dei diversi mediatori didattici della conoscenza, congruenti con le potenzialità di comprensione di ciascuno di loro e  rispettosi della complessità della realtà. Ciò richiede approcci interdisciplinari, a garanzia di una visione sempre più articolata della realtà e della natura dell’esperienza del bambino, che è intrinsecamente globale, e che interroga, pertanto, tutte le sue dimensioni.


Entrano in campo per l’insegnante non solo competenze professionali di carattere psico-pedagogiche e didattico, ma anche conoscenze epistemologiche sui campi disciplinari che supportano le spiegazioni dei fenomeni e  la costruzione di saperi scientifici sempre più rigorosi.