< Torna alle News

crop_progetto-senza-titolo-5_4781.jpg

Impariamo dagli sci...Il Modello Ecologico!

Per rispondere ai grandi cambiamenti sociali, culturali, economici e tecnologici intervenuti negli ultimi decenni del ‘900 le “Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo dell’istruzione” (MIUR settembre 2012) riformulano e riorientano le finalità della scuola. Presentano principi, criteri pedagogici e strategie metodologiche, parte dei quali presi in se stessi sono verbalmente presenti da tempo nelle normative scolastiche, meno nelle prassi, ma li compongono in un quadro organico che richiede un cambiamento profondo del modello storico di scuola ancora presente e determinante in molte situazioni italiane.

 

I cardini sono costituiti da tre grandi Finalità, ciascuna scandita in alcuni aspetti:

 

A. Orientamento alla persona e alla vita reale, articolato in Sviluppo armonico della persona, Formazione per la vita, Educazione pluridimensionale. Il testo chiede che le scelte curricolari e didattiche abbiano come scopo prioritario la crescita armonica dei soggetti nella pluralità delle loro dimensioni, cognitive, affettive, etiche, relazionali, progettuali, ecc. in riferimento non a “programmi tematici” astrattamente definiti, ma alla vita reale che essi conducono.

 

B. Orientamento alla cittadinanza, articolato in Intero arco della vita, Etica della responsabilità, Vita comunitaria. Fondamentale il riferimento alla comunità nei suoi vari livelli, da “comunità locale”, “istituto”, “famiglia”, “paese o città”, alla comunità nazionale, internazionale, mondiale. Non si parla più perciò di “Educazione civica” come materia di studio e/o come organizzazione di esperienze particolari di sensibilizzazione alle regole, a valori pubblici e a situazioni critiche (la “Giornata o la Memoria di…” o la “Solidarietà con…”). Si dice che la scuola in se stessa è vita comunitaria che in tutti i suoi aspetti e momenti deve formare all’impegno responsabile per tutta la vita.   

 

C. Formazione delle competenze integrate, Generali e Specifiche. Nell’orizzonte tracciato le competenze non sono solo la capacità di utilizzare saperi applicandoli a situazioni concrete, ma prima di tutto sono la capacità di riconoscere i compiti di vita e utilizzare tutte le proprie risorse (multidimensionali, come si è detto sopra) per mettere a fuoco gli obiettivi e risolvere i problemi della vita reale.

 

 

Come si realizzano in modo effettivo e sistematico queste indicazioni?

 

Nelle esperienze scolastiche si trovano tracce, anche ampie, sistematiche e intelligenti di queste linee nei documenti di progettazione, specie generali di istituto. Se si passa all’analisi delle “effettive giornate di scuola e di classe” però si vede che è ancora molto presente nei fatti il modello storico di scuola caratterizzato da un curricolo pensato “per discipline a canna d’organo” e da una didattica “sostanzialmente trasmissiva” con molte “azioni frontali”.

Questo modello non è in grado di realizzare pienamente le finalità indicate, perché assume strutturalmente come punto di vista “il sapere organizzato in discipline”, che offre un campo di potenzialità e di scelta molto più delimitato di quello richiesto dalle finalità citate. In molte situazioni indubbiamente si guarda a metodiche nuove, come la classe capovolta, il debate, il mentoring,  e molte altre che noi stessi proponiamo in molti corsi. Ma le metodologie, le tecniche e gli strumenti non risolvono il problema se non si “vede” il modello di fondo e non lo si cambia. 

 

Il bambino piccolo abituato al triciclo cade senza rotelle laterali non perché non conosce l’uso dei pedali o del manubrio, ma perché pensa l’equilibrio secondo un modello basato sull’appoggio e non sulla spinta in movimento. Il principiante sugli sci anche se ha l’attrezzatura adeguata e fa i piegamenti sulle gambe che il maestro gli ha insegnato cade perché continua a pensare col modello di equilibrio della discesa a piedi sulle scale o su un sentiero:

 “postura eretta, leggermente arretrata perché un po’ all’indietro = sicurezza VS in avanti verso il vuoto = pericolo, caduta”.

 

Per riuscire a stare in piedi e procedere con sicurezza, velocità ed eleganza deve cambiare il modello mentale di equilibrio:

“all’indietro = pericolo, caduta VS in avanti = sicurezza”.

 

Spesso ciò che si valuta impossibile ragionando con un modello diventa possibile usandone un altro.

 

Per progettare il lavoro scolastico secondo le Indicazioni 2012 occorre un modello che “pensi” la scuola globalmente in modo diverso e conseguentemente nei metodi, tecniche e strumenti sia capace di rapportarsi alle esperienze di vita, alla centralità della persona e alla pluralità delle sue dimensioni, elaborando progetti integrati. Il modello deve assumere al proprio interno e integrare in modo organico le aree disciplinari, con le loro tematiche e procedure di rigore specifiche, le esperienze di vita, le emozioni, i valori, la progettualità responsabile e le relazioni solidali.

 

E’ il modello ecologico che abbiamo elaborato progressivamente in questi 20 anni lavorando con le scuole, che sta alla base dei nostri corsi e dei nostri sussidi.

 

PER COMPRENDERE MEGLIO IL NOSTRO MODELLO...GUARDA I VIDEO GRATUITI PRESENTI NEL CORSO "VERSO UN CURRICOLO ECOLOGICO. ATLANTE DELLA PROGETTAZIONE"